RESPIRO NEL BUIO

(Short Film)

RESPIRO NEL BUIO SCHEDA FILM

Titolo: Respiro nel buio. Titolo internazionale: Breath in the Dark

Regia: Hecktor Comisky

Soggetto: Ettore Comi. Sceneggiatura: Ettore Comi, Raffaello Saragò

Produzione: Ettore Comi, Raffaello Saragò per Hecktor Studio Production Srl

Produttore esecutivo: Raffaello Saragò

DATI TECNICI

Formato: Cortometraggio

Durata: 15 minuti

Genere: Noir psicologico / thriller soprannaturale

Lingua originale: Italiano

Paese di produzione: Italia

Anno di produzione: 2026

Formato di ripresa: Digitale 4K

Colore: Colore

Audio: Stereo / 5.1

LOCATION

Girato a Cesenatico

Porto Canale Leonardesco (Cesenatico):

  • Funzione narrativa: Rappresenta la struttura, l’ordine e il legame con la storia. La geometria del canale riflette la mente del protagonista che cerca una direzione.
  • Impatto visivo: Le linee d’acqua e le barche storiche offrono una prospettiva profonda e suggestiva, ideale per riprese all’alba o al tramonto.

Spiaggia e Scogliere:

  • Funzione narrativa: Il confine ultimo. Gli scogli sono la barriera fisica contro cui si infrangono i pensieri, mentre la spiaggia vuota rappresenta l’attesa e l’ampiezza del respiro ritrovato.
  • Impatto visivo: Spazio aperto, luce naturale cruda, orizzonti infiniti che si contrappongono alla claustrofobia degli interni.

Pineta (Zadina/Levante):

  • Funzione narrativa: Il luogo dell’ombra e dell’introspezione. La verticalità dei pini crea un senso di labirinto naturale in cui il protagonista si perde prima della risoluzione finale.
  • Impatto visivo: Luce filtrata, suoni ambientali organici, toni di verde scuro e terra.

Vecchie Strutture Alberghiere Abbandonate:

  • Funzione narrativa: La “pelle” del corto. Questi scheletri di cemento sono la metafora perfetta del “buio” e della memoria. Luoghi un tempo pieni di vita (turismo) ora sospesi nel tempo.
  • Impatto visivo: Estetica della decadenza, texture materiche (intonaco scrostato, polvere), forti contrasti chiaroscurali (il buio delle stanze contro la luce che entra dalle finestre rotte).

CAST PRINCIPALE

Nemesi: MARINA SUMA

Jacopo: NICO ALEX SCAGLIOLA

Vittoria: da definire

Rossana: da definire

Lucia: da definire

Giovanni Dati: da definire

SINOSSI BREVE

A Cesenatico, un ispettore indaga su una serie di morti legate a un misterioso simbolo inciso nella

pelle delle vittime. Una presenza enigmatica si muove tra vita e morte, mentre l’indagine rivela un

legame oscuro che coinvolge lo stesso protagonista.

TAGLINE

“Alcuni segni non appartengono ai vivi.”

NOTE

Un noir psicologico sospeso tra realtà e dimensione soprannaturale, dove il confine tra vita e morte si dissolve progressivamente, lasciando emergere una presenza che sfugge a ogni logica.

LOG LINE

In una oscura Cesenatico, un ispettore indaga su una serie di morti inspiegabili legate a un antico simbolo inciso nella carne delle vittime, mentre una misteriosa donna sembra muoversi tra vita e morte per fermare una presenza che sfugge a ogni logica.

SINOSSI BREVE

A Cesenatico, il ritrovamento del corpo di una giovane ragazza segnata da un enigmatico simbolo apre un’indagine che sfida ogni spiegazione razionale. L’ispettore Jacopo scopre presto che non si tratta di un suicidio, ma dell’inizio di una catena di eventi legati a un’antica pratica rituale, i “répit”, capace di sospendere il confine tra vita e morte. Nel corso dell’indagine, una figura enigmatica — Nemesi — appare nei momenti cruciali, salvando vittime destinate a una fine certa e lasciando dietro di sé interrogativi sempre più inquietanti. Quando Jacopo comprende che il simbolo collega tutte le vittime a qualcosa di primordiale e che il male che sta affrontando non appartiene al mondo dei vivi, si troverà costretto a mettere in discussione la realtà stessa. Ma la scoperta più sconvolgente sarà capire che quel segno non appartiene solo alle vittime.

SOGGETTO

In una chiesa immersa nell’oscurità, un neonato privo di vita sembra essere al centro di un antico rituale. È l’eco di una pratica dimenticata: il “répit”, attraverso cui si tentava di restituire un ultimo respiro ai bambini nati morti, sospendendoli tra due mondi. Anni dopo, nella contemporaneità, sulle coste di Cesenatico, una giovane ragazza viene ritrovata morta in circostanze misteriose all’interno di una colonia marina abbandonata. Il suo corpo presenta un simbolo inciso nella pelle, privo di spiegazione medica. L’ispettore Jacopo, incaricato del caso, intuisce subito che non si tratta di suicidio. Le indagini lo conducono a scoprire una rete di eventi simili, tutti legati allo stesso segno e a individui coinvolti in pratiche rituali disturbanti. Parallelamente, una figura enigmatica, Nemesi, attraversa silenziosamente gli eventi. Sembra conoscere ciò che sta accadendo e interviene salvando una ragazza destinata alla stessa sorte delle altre vittime, senza mai essere realmente vista o riconosciuta. Le indagini portano Jacopo a collegare il simbolo a un’antica credenza religiosa: il tentativo di trattenere la vita oltre la morte. Ma ciò che emerge è qualcosa di più inquietante: una presenza che non appartiene né al mondo dei vivi né a quello dei morti, capace di insinuarsi nei corpi e nelle volontà. Quando Jacopo incontra finalmente Nemesi, comprende che il fenomeno non può essere spiegato con la logica. Il “répit” non era solo un rituale: era un varco. E qualcosa è rimasto intrappolato tra due dimensioni. Nel confronto finale con la verità, Jacopo scopre che il simbolo non è solo un marchio delle vittime, ma un segno di appartenenza. Anche lui lo porta inciso sulla pelle, rivelando un legame profondo con ciò che sta indagando. La linea tra bene e male, tra salvezza e condanna, si dissolve. E ciò che resta è un respiro sospeso nel buio.

Note di Regia: Respiro nel Buio

L’Approccio Visivo e Stilistico L’intento registico di “Respiro nel Buio” è quello di tradurre in immagini una condizione psicologica di stasi e successiva rottura. Il film si muove su un doppio binario estetico: da un lato, una realtà quotidiana desaturata, quasi asettica, dove la profondità di campo è ridotta per accentuare il senso di soffocamento del protagonista; dall’altro, la dimensione del ricordo o dell’ispirazione, caratterizzata da una luce più calda e da movimenti di macchina più fluidi, quasi onirici.

Lo Spazio e la Luce La luce non sarà solo un elemento tecnico, ma un vero e proprio personaggio. Lavoreremo su contrasti netti (chiaroscuro) per sottolineare il “buio” interiore del protagonista. Le inquadrature saranno inizialmente statiche, quasi fotografiche, per poi evolvere in una macchina a mano nervosa e partecipativa nel momento del climax, portando lo spettatore a percepire fisicamente il “respiro” citato nel titolo.

Il Suono come Narratore In un’opera dove il silenzio e l’oscurità sono centrali, il sound design diventa fondamentale. Il battito cardiaco, il fruscio del vento e, appunto, il respiro, saranno amplificati e trattati in post-produzione per creare un’esperienza immersiva. La colonna sonora non dovrà mai sovrastare l’immagine, ma emergere come un’eco dalle pareti delle location prescelte.

Il Legame con il Territorio La scelta di girare in Emilia-Romagna risponde alla necessità di trovare scenari che fondono l’architettura industriale o rurale con paesaggi naturali silenti. Questi luoghi non sono semplici sfondi, ma riflettono l’anima del corto: spazi che conservano una memoria, capaci di evocare quel senso di appartenenza e, al tempo stesso, di estraniamento che è il cuore pulsante della narrazione.

Obiettivo dell’Opera “Respiro nel Buio” vuole essere una riflessione sulla resilienza umana e sulla capacità di ritrovare la propria voce anche quando il mondo esterno sembra volerla spegnere. È un invito a non temere l’oscurità, ma a riempirla con la propria presenza consapevole.